Qui non si parla della multinazionale di turno (altrimenti non scriverei questo post!), ma di ragazzi giovani che hanno trasformato creatività, tenacia e voglia di intraprendere in un progetto concreto, ed è per questo motivo che mi sento di sostenerli.
L'idea, mi dicono i titolari del brand, è di quelle ambiziose: ricavarsi uno spazio nella bolgia intricata di questa Italia che costantemente boccia ogni tentativo di esprimere la propria creatività e di emergere.
Ecco quindi il logo AT and DOT e parte della presentazione che mi è stata inviata:
AT and DOT non ha età, ma lascia spazio all’interpretazione, alla fantasia , alla libera espressione del proprio essere…
Inizia qui una nuova avventura, lasciati conquistare da un concetto che va oltre l’apparenza e ricorda…



Il brand, infatti, sta valutando l'ipotesi di utilizzare la rete (e-commerce) come unico "strumento" per proporre i propri prodotti.
Altro concetto che ho apprezzato molto è il voler concentrare la produzione dei capi in Italia per garantirne la qualità (ci vuole!).
Vi consiglio quindi di visitare il sito e, qualora il progetto piaccia anche a voi, di aggregarvi ai profili AT and DOT sui social network. Sono presenti infatti su Facebook ( clicca qui ) e su MySpace ( clicca qui ) con già un buon numero di iscritti e sostenitori.
Come ho detto nel titolo di questo post secondo me sentiremo parlare molto di questo marchio!
In bocca al lupo ragazzi!!
Puoi Votarlo su OKNOtizie. Grazie Mille!
Scritto da Mr.Segnalatore



(fonte foto: web)
(fonte foto: 

Masua (CA), Pan di zucchero, luglio '07
Venezia, campanile di S. Marco, ottobre '07
"Tokyo è vivere una Blade Runner personale, in una notte senza stelle naturali, ma con galassie elettriche. Tokyo è rivivere un film, pernottando nell’albergo dove Bill Murray e Scarlett Johannson si innamorano in Lost In Translation. Tokyo è dormire ad un altezza da terra alla quale si è stati solo dentro un aereo. (Albergo Park Hyatt Tokyo, 53° piano)"
"Il Giappone d’inverno regala paesaggi da cartolina e villaggi arcaici dove robot e neon sono lontani anni luce…(Villaggio di Gokayama, Toyama, patrimonio mondiale dell’UNESCO)"







