sabato 16 febbraio 2008

Il "Commercio" dei Cloni.


La clonazione: un argomento che ha fatto, fa e farà molto discutere.

Su Repubblica è stato pubblicato un articolo (qui potete leggerlo) che parla del primo "ordine" effettuato per la clonazione di un cane domestico. Una signora statunitense spenderà infatti circa 100mila euro per "riavere in vita" l'amato pitbull.
A ricevere la richiesta è stata una società coreana del settore (RNL Bio).

Certamente una notizia del genere giustifica un certo turbamento e non può che dare spazio a delle riflessioni personali su quello che il futuro riserverà nell'ambito della clonazione.
Alla base c'è sicuramente un discorso morale che ci spinge ad immaginare un futuro dove gli uomini "torneranno" (in un certo senso) a vivere... un film che potrebbe diventare realtà.
Chi può dirlo, magari qualche uomo-clone è già stato "creato" e noi tutti ne siamo all'oscuro...
Intanto prendiamo come dato di fatto che il "nuovo commercio" sembrerebbe essere stato avviato, il resto...lo scopriremo solo vivendo.

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6 commenti:

claudia ha detto...

mi hai fatto tornare in mente la lettura di pet cemetery di king, quando seppellendo i morti in quella terra leggendaria (non ricordo per quale motivo) tornavano in vita..Solo che erano maligni e senza anima. ehehe non è molto scientifico e non c'entra molto.

Weltall ha detto...

Non so se mi fa più paura il "non accettare la morte" o spendere 100mila dollari per ricreare una vita...

Riverinflood ha detto...

SE questa branca della scienza ha come obiettivo la soluzione di malattie incurabili potrebbe anache andare bene ma ho i miei dubbi che ciò si possa fare, quindi, non sono d'accordo, per principio.

giadatea ha detto...

già, probabilmente qualche scenziato spregiudicato sovvenzionato da grossi capitali e da legislazioni diverse dalla nostra hanno già attuato il progetto clonazione, e comunque agghiacciante anche la notizia delle figlie che possono nascere dal dna femminile, non è clonazione anche quella?

LaCapa ha detto...

Sono sempre d'accordo col progresso scientifico e con la ricerca, ma a fini medici e non commerciali.

A mio parere è squallido non riuscire ad accettare l'idea della morte, ed agghiacciante pagare per riavere in vita una copia di quello che si è perso...

suburbia ha detto...

Il fatto che una persona o un cane abbia lo stesso dna, sia un clone, non significa come forse immaginiamo che ne ripercorra la stessa vita.
Sono le esperienze e l'ambiente che determinano il vissuto
Ciao

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