mercoledì 26 marzo 2008

Alitalia resta All'Italia??

Il caso Alitalia per ora non sembrerebbe aver trovato una via d'uscita concreta.
Da una parte si discute con compagnie straniere (Air France-Klm) dall'altra si pensa ad una "cordata imprenditoriale" tutta italiana che, rilevando l'azienda, faccia in modo di non "cedere" uno dei "simboli" del nostro Paese. Certo questo simbolo è messo veramente male, con dei "debiti" che ammontano a 1,28 miliardi di euro (al 31/01) ci vorrebbe un "miracolo"...

Non voglio riprendere discorsi ormai noti a tutti, con questo post mi limito a sottoporvi un semplice "sondaggio" per capire cosa ne pensate.
La domanda è questa:

Che destino preferireste per Alitalia?
Un accordo con forte compagnia straniera.
Una cordata imprenditoriale italiana che la gestisca.
Indifferente, basta che si salvi.
Per me puo' fallire.
Non saprei.
pollcode.com free polls

Oltre al voto sarebbe interessante capire cosa ne pensate a riguardo, quindi vi invito a commentare. Grazie.

N.B. Questi “sondaggi” non hanno ovviamente carattere statistico. Sono aperti a tutti, ma non basati su campione specifico. L’unico scopo e’ di dare la possibilità ai lettori di questo Blog di esprimere la propria libera opinione sui diversi temi proposti.

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Scritto da Mr.Segnalatore

12 commenti:

Riverinflood ha detto...

L'offerta domestica del Berluska finirà per prevalere. Per lui è un gioco di grande finanza e di grandi conflitti d'interessi; per i lavoratori Alitalia, a quando una grande presa di coscienza?

Weltall ha detto...

Certo sarebbe meglio se rimanesse in Italia anche se la proposta di Berlusconi arriva in un momento troppo delicato visto le elezioni imminenti...

essenzedinatura ha detto...

Mi associo a weltall.

Comicomix ha detto...

La questione per me non è la nazionalità dell'imprenditore/imprenditori, quanto la bontà del progetto e la sua credibilità e sostenibilità.

Non tifo Air France, non tifo una fantomatica cordata Berlusconiana.

Vorrei solo che Alitalia riesca, temo a prezzo di drastiche cure dimagranti, ad essere una compagnia che produce reddito senza essere costretto a pagarne il conto come contribuente.

Al momento, la cordata italiana non c'è. E se ci fosse, non vorrei servisse a mantenere, di fatto, un carrozzone, l'ennesimo, a dispetto di tutti i proclami di liberismo e di efficientismo che certi uomini politici fanno quotidinamente.

Un sorriso volante ;-)

Anonimo ha detto...

cordata italiana con gli stessi tagli che Prodi ha dato ad Air France......capito

carestia ha detto...

Abbiamo bisogno di una forte compagnia di bandiera perchè l'Italia è un paese turistico. Alitalia ha sbagliato a chiudere le rotte verso l'oriente: Cina, Australia ecc., ed a ridurre altre tratte per risparmiare; una compagnia aerea deve volare, non mantenere raccomandati sfaccendati, mi riferisco a confronti fatti anni orsono con altre compagnie europee.

suburbia ha detto...

Non tengo per nessuno... se non per noi e quella compagnia ora ci costa troppo.
Personalmente trovo che non ci siano voli verso mete interessanti e che non abbiano mai fatto nulla per "seguire" gusti e interessi dei viaggiatori. E anche per volare i costi sono mediamenti piu' alti. Non c'e' nulla da difendere!
ciao

Parcobuoi ha detto...

Fallimento!

Psicologica-Mente ha detto...

Per me è indifferente che a rilevare l'Alitalia sia una compagnia italiana o estera; la priorità è che si salvi.

Nel caso in cui si potesse scegliere preferirei che ad acquistare la compagnia fossero dei compratori italiani, ma in una situazione difficile come questa scegliere è diventato un lusso, inoltre in questo momento le offerte italiane non mi sembrano molto affidabili, anzi tutt'altro.

Ciò che mi auspico è che la situazione migliori sia per l'utenza che per i lavoratori dell'Alitalia e che in futuro questa compagnia venga gestita meglio; se si trova in queste condizioni disastrose è "merito" di chi l'ha gestita.

Psicologica-Mente

Antonio Ruzza ha detto...

La mia ricetta per salvare la nostra compagnia di bandiera "l'Alitalia" è quella di chiedere aiuto a tutti i singoli cittadini italiani.
Come si fà la colletta per altre cose tipo "telethon", si può chiedere ad ogni singolo italiano di offrire tramite sms o altri canali almeno un'euro ciascuno così da mantenere il nostro vessillo sugli aerei dell'Alitalia.

nicolacassa ha detto...

Alitalia è un buco nero, non si può comprare perchè si comprano debiti e guai. I dipendenti hanno delle agevolazioni e privilegi assurdi, frutto dei ricatti dei sondacati che non si sono saputi contenere nelle richieste, fino ad arrivare a distruggere loro stessi la compagnia. Alitalia deve fallire, lasciare il mercato Italiano alla libera concorrenza. L'ENAC deve smetterla di fare protezionismo idiota.

L'Ideario ha detto...

I tempi della politica italiana (perché all’estero non è così, vedi Singapore Airlines) – che ha sempre gestito Alitalia – sono troppo lunghi per quelli del mercato. L’obiettivo di redditività oggi si scontra con quello di avere un ammortizzatore sociale ed occupazionale come Alitalia.

Quindi, Air France vuole Alitalia? Bene. Esuberi? Ce ne saranno, per forza. Troppi? Meno dei 20.000 a cui si andrebbe incontro rifiutando o facendo miseramente cadere l’offerta. E meno di quelli previsti dal Piano Cimoli del 2003 (3000 esuberi). Alitalia rischia di diventare un “ala” low-cost di AirFrance? Tempo fa, 16 anni fa, c’era tempo di evitarlo e di far decollare l′azienda. Oggi non più. Per essere salvata, Alitalia deve poter essere flessibile anche a questo. Alitalia deve essere italiana? C’è ancora spazio per questi ragionamenti di fronte all’economia globale? La Buitoni è Svizzera (Nestlè)! No, non c’è spazio…e nemmeno molto tempo.

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